Elettrodi basici o rutilici: quando usarli? E perché?

Elettrodo basico o rutilico

Tempo di lettura: 2 minuti e 10 secondi

Conoscere le differenze tra gli elettrodi ti aiuta a conoscere meglio gli strumenti e a saldare senza dubbi – questi ultimi non servono proprio a saldare!

La grande differenza tra gli elettrodi basici e rutilici (o rutili)

Tutti gli elettrodi hanno un rivestimento igroscopico, ovvero assorbono umidità dall’ambiente. Dagli elettrodi basici, questa umidità può essere tolta, mettendoli nei forni di essiccazione. Dagli elettrodi rutili, invece, non si può togliere.
Ora che hai ben chiara la differenza, vediamo perché ti interessa conoscerla.

“Devo saldare il ferro a elettrodo: scelgo i basici o i rutili?”

Domanda legittima, no? Allora partiamo dal materiale da saldare.
Il ferro comune è composto dal minerale ferro, una certa quantità di carbonio
e da altri elementi di lega. Se con gli elettrodi apportiamo dell’umidità nella fusione, portiamo idrogeno e quest’ultimo, durante la saldatura, si legherà con il carbonio e creerà metano. Da questa reazione si formano delle spaccature che possono dare vita un difetto di saldatura: stiamo parlando della criccabilità a freddo (perché la criticità avviene in fase solida). Se vuoi saperne di più, leggiti l’articolo sui difetti di saldatura.
Questo problema si presenta soprattutto quando la lega del materiale da saldare è buona. La soluzione è utilizzare elettrodi basici essiccati (trattati) perché così si riduce la quantità di idrogeno nel bagno di saldatura.

Sappiamo quale domanda ti sta frullando in testa: ma allora gli elettrodi rutili (o rutilici) quando si usano?
La buona notizia è che l’elettrodo rutile è di più facile innesco dunque può essere utilizzato per “puntare”, cioè eseguire una piccola saldatura iniziale per tenere fermi i pezzi da saldare per poi proseguire con la saldatura vera e propria. L’elettrodo rutilico dunque può essere utilizzato prima di usare quello basico, però c’è una cosa a cui devi fare attenzione: eliminare le scorie. Certo, le scorie vanno sempre rimosse, ma se usi il rutile per puntare e poi saldi con il basico devi fare molta più attenzione perché la scoria non galleggia nel bagno di saldatura e dunque potresti creare inclusioni se non la rimuovi (e sì, l’inclusione è un altro difetto di saldatura).

Quando usare gli elettrodi basici e quando usare gli elettrodi rutilici?

Con gli acciai di prestazioni superiori a S355 ti consigliamo gli elettrodi basici o anche nelle unioni C25 con S355, o, C40 con S355 – in questi gruppi di acciai c’è il classico ferro che, come sai, legato ad altri elementi è un acciaio.
Con gli acciai da S235 a S275 consigliamo di usare gli elettrodi rutili.

Per capirlo, puoi anche leggere con attenzione la sigla degli elettrodi. Il rutile ha una prestazione meccanica più scarsa (6013) rispetto al basico (7018). Se vuoi saperne di più, puoi leggere l’articolo in cui ti spieghiamo cosa significano questi numeri riportati sulle confezioni degli elettrodi.

Ora che sai tutto sugli elettrodi basici e rutili, è il momento di saldare. E ne caso in cui avessi dubbi su come fare, non rinunciare! Guarda i tutorial di mrMAKER che ti spiega passaggio dopo passaggio.

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