Difetti di saldatura: come saldare bene nei progetti fai da te

N.B. Tutte i suggerimenti e gli errori che trovi in questo articolo, si riferiscono alla saldatura con filo pieno con gas.

Magari finora non ci hai pensato, ma sappi che è importante conoscere i difetti di saldatura. Importante come l’effetto WOW. Eh sì, perché anche i progetti fai da te e le riparazioni casalinghe richiedono una saldatura ad hoc: ne va della stabilità di ciò che stai costruendo.
Questo articolo è per i principianti che vogliono imparare a saldare ma anche per chi sa già saldare ma vuole migliorare. Insomma, senza avere la pretesa di farti diventare bravo come un professionista, vogliamo darti le dritte giuste per saldare bene.

Difetti di saldatura a filo: abbiamo le foto!

Prima di tutto, per farti capire bene i vari difetti abbiamo fatto delle foto facendo alcune prove. Tutte sono fatte con un giunto ad angolo. Se non sai cos’è, dai un’occhiata all’articolo sui giunti di saldatura.
Poi abbiamo indagato molto, molto a fondo: un po’ come un detective. Infatti per vedere bene i difetti delle saldature bisogna fare un esame distruttivo: in pratica rompere il pezzo saldato. Se vuoi tirartela puoi dire ai tuoi amici di aver visto una macrografia di saldatura ma tra di noi la chiameremo “macro” per comodità.
Ah, non farlo a casa. Primo perché non si tratta semplicemente di fare il piccolo chimico. Secondo perché sappiamo che è difficilissimo distruggere il tuo pezzo che hai saldato con tanto impegno!
E ora passiamo alla pratica: si salda!

Prima prova: “Uffa! È andato tutto storto”

Qui ti mostriamo tutti gli errori che puoi fare e i difetti di saldatura che si creano.
Errore 1: usare piatti laminati, cioè lame metalliche piene di croste (si chiama calamina) e con gli angoli arrotondati.
Errore 2: oscillare durante la saldatura (cioè mentre esegui il giunto). Vedi le frecce rosse nella foto sotto?
Errore 3: “tirare” la torcia della saldatura a filo, ovvero tenere il verso di avanzamento che vedi nella foto.

Questo è il risultato.

Sembra buono, e invece ci sono diversi difetti di saldatura! Non li vedi? Ti aiutiamo noi.

Qui, il cordone di saldatura (la riga di materiale d’apporto che abbiamo creato) ha i bordi irregolari e tanta gobba. Questo succede perché abbiamo sbagliato a regolare i parametri elettrici. L’abbiamo fatto apposta ovviamente! Anche perché con la saldatrice a filo helviLITE questo errore non lo puoi fare perché è proprio la macchina che ti aiuta a impostare il valore corretto. Qui però abbiamo impostato i parametri elettrici molto bassi rispetto allo spessore da saldare. L’abbiamo fatto proprio per farti vedere qual è il risultato che NON devi ottenere. E non si tratta solo di un’imperfezione estetica.
Così facendo abbiamo creato delle incollature, il primo dei difetti di saldatura che incontriamo. In pratica abbiamo spiaccicato lì del materiale d’apporto, senza che questo si fonda con il pezzo da saldare. Sì i pezzi stanno insieme, ma solo per farsi compagnia.
Però, c’è un altro difetto.

Con il cerchio rosso abbiamo evidenziato un cratere finale. Dei difetti delle saldature è uno tra i più infimi, perché è pericoloso: potrebbero crearsi delle crepe e il giunto potrebbe rompersi.

Ora andiamo a vedere la nostra macro. Rompiamo il pezzo e analizziamo la sezione trasversale della saldatura.

Sorvolando sul fatto che non abbiamo unito i pezzi a 90°, troviamo anche l’asimmetria del cordone di saldatura. In pratica i due lati del cordone (quelli attaccati alla lamiera) non sono uguali.
Inoltre ora vedi bene la famosa gobba di cui parlavamo.

Con la gobba la saldatura non è raccordata ai lati. Significa che il pezzo si romperà a causa degli spigoli vivi che abbiamo creato.
E non è finita qui! Ci sono altri due difetti di saldatura: la mancata penetrazione del vertice e l’incollatura (che abbiamo già accennato).

Quel buco tra i pezzi che vedi nel cerchio rosso è la mancata penetrazione del vertice. È causata dal fatto che abbiamo usato un piatto laminato con i bordi arrotondati. Anche questo difetto è pericoloso perché se arriva una forza dal lato opposto della saldatura, quel buco diventa il braccio di una leva e il pezzo si romperà.
In questa sezione poi possiamo andare alla ricerca delle incollature. La vedi quella riga scura che parte dalla mancata penetrazione e va verso il cordone? Ecco, è l’incollatura: significa che non abbiamo saldato veramente e che il nostro lavoro non è servito.

Seconda prova: “rimediamo a due degli errori”

Qui abbiamo rifatto la prova eliminando due dei tre errori della prima: quello della torcia e quello dei bordi arrotondati. In pratica ora abbiamo saldato con la torcia a spingere, da destra verso sinistra. Inoltre abbiamo utilizzato la mola per ottenere gli spigoli vivi. In questa foto vedi la posizione giusta della torcia.

Ecco il risultato.

Anche qui come prima abbiamo sbagliato apposta. Abbiamo impostato i parametri elettrici troppo alti. Il cordone di saldatura è più steso ma… troppo! Il difetto di saldatura che si crea è un’incisione, che abbiamo evidenziato con una linea rossa. È una riduzione della sezione del piatto dunque una riduzione dello spessore portante.

Nella foto successiva invece vedi cosa crea la mancanza di manualità. Il cordone non è omogeneo e si riduce di sezione, come nei cerchi rossi.

E ora facciamo una macro.

Qui si vede che abbiamo usato la mola! Inoltre si vede che siamo migliorati perché i lati sono ben raccordati e il vertice è fuso. Però ma c’è ancora una certa asimmetria.

Terza prova: “cambiamo pezzi”

Ora eliminiamo completamente l’errore 1 utilizzando il piatto trafilato. Sì, è più costoso rispetto al laminato ma lo trovi già pulito e con spigoli vivi.
Ovviamente evitiamo gli altri errori ed eseguiamo il giunto spingendo la torcia. Stiamo bene attenti a puntare il filo sul vertice, lì dove si incontrano i due pezzi. Ehi, attenzione: questo è un ottimo suggerimento!

Vediamo il risultato.

Come vedi dal riquadro rosso la saldatura è migliorata, e di molto! Il cordone di saldatura è bello steso anche se la sezione non è così regolare (stai sempre attento alle incisioni). Alla fine, però, troviamo il cratere finale. Ormai lo riconosci vero? Te lo evidenziamo.

Vuoi evitare questo difetto di saldatura? Ecco il secondo suggerimento: verso la fine accelera e torna indietro per almeno un centimetro con l’arco elettrico acceso, e poi spegni.

Ora passiamo alla macro.

Visto? Con gli spigoli vivi la penetrazione migliora. Inoltre siamo partiti da un pezzo pulito, dunque i bordi della saldatura sono ben raccordati al pezzo. Infine, stavolta abbiamo regolato bene i parametri e si vede dal cordone ben steso.
Sì, è vero: c’è ancora un po’ di asimmetria. Si vede che in alcuni punti abbiamo aumentato la velocità di avanzamento ma ci possiamo ritenere soddisfatti. Sai perché? Perché abbiamo eliminato tutti gli errori. D’ora in poi è solo questione di esercizio.

Dunque, come evitare i più comuni difetti di saldatura?

Ecco tre suggerimenti finali:

  • salda sempre sul pulito. Se usi il laminato togli la calamina (crosta nera) e togli i bordi arrotondati con la mola prima di iniziare a saldare;
  • nella saldatura a filo la torcia va spinta. Nella saldatura a elettrodo, invece, l’elettrodo rivestito va tirato.
  • non oscillare mai sul giunto d’angolo. La saldatura va fatta rettilinea e con velocità costante.

Infine ti ricordiamo che saldare è più facile con le saldatrici helviLITE, perché ti aiutano a regolare i parametri in base allo spessore del pezzo che devi saldare.

EHI, SIAMO NATI PER AIUTARTI A SALDARE: SCRIVICI SE HAI DEI DUBBI.​

Sì, lo sappiamo. Se non hai mai saldato prima, ora puoi sentirti confuso, indeciso… Ma non farti fermare dalla paura! Buttati in questa nuova avventura: a risolvere i tuoi dubbi ci pensiamo noi. Siamo qui proprio per rispondere alle tue domande, dalle più semplici alle più complesse.

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